Estetista cinica, credo di amarti

Credo di amare l’Estetista Cinica. Parlo seriamente. Non è (solo) per quel prodotto fantastico che si chiama Luce Liquida (inutile negare però che gioca un ruolo fondamentale nel mio innamoramento, in quanto Luce mi ha fatto scattare la scintilla). Credo che ci sia di più, che mi abbia fatto innamorare della verità.

Oggi mi sono alzata e sono andata a camminare. Nel mentre riflettevo sulle ultime ig stories di Cristina Fogazzi, in arte ”Estetista Cinica”, quella che meritatamente è considerata il personaggio del momento.
Cristina, dopo una gavetta fatta di alcuni alti e tanti bassi, che lei più volte ha raccontato, ha aperto uno studio d’estetica a Milano rischiando il tutto e per tutto. Soldi certo, ma anche il sonno e la tranquillità. Cose che capitano a chi si mette in gioco (wait, ho un déjà vu!).
Nel tempo è riuscita a costruirsi una credibilità che ha stregato anche me.

Mi ha da subito affascinato il modo in cui parla, per esempio, di cellulite ( “i buchi rosa” è pura verità, ma l’inestetismo assume un’allure particolare. Isn’t it?), di ritenzione idrica, di culotte de cheval. Tutte cose che nell’epoca a.C. (ante Cinicam) si faceva fatica a pronunciare, perché sono DIFETTI. Da qui è partita la rivoluzione (ciniche di tutto il mondo armiamoci di kataplasma e partiamo!): da una presa di coscienza che nessuno è perfetto ma tutti sono migliorabili.
Tutti. Conoscerci, guardarci con obiettività allo specchio serve per scoprire da dove partire per presentarci al meglio. Senza falsificazioni, senza aspettative irraggiungibili, ma con le idee ben chiare su chi siamo e cosa possiamo dare agli altri. Cristina ha contribuito a cambiare il modo di intendere la bellezza: ci ha insegnato che il prendersi cura di sé parte dall’accettazione personale.
Tra una story in cui ci spiega che i punti neri non si strizzano e un’altra in cui beve bollicine (è quella, per intenderci, che ha inventato #fitteatuasorella per smontare la fuffa dei té detox forieri di tante illusioni, specie per le ragazze più giovani), ci parla di come ha sofferto capi che la facevano sentire inadeguata (capi di cui oggi potrebbe rilevare la baracca, per dire), ci consiglia libri (un’estetista che ha fatto il classico, alla faccia dei luoghi comuni), ci parla dei vuoti di memoria di sua madre. Cristina è una donna, come noi. Ma è una donna che ha imparato a crederci.

Nei centri estetici (nemmeno nel suo tutto rosa) non si fanno miracoli. Questo è un fatto. Ma vale la pena tentare di agire su noi stessi e migliorarci, consapevoli dei nostri limiti, con lo sguardo puntato sui nostri talenti. Trovare una donna che ti dice la verità, senza giri di parole, che dichiarandoti imperfetta non ti fa sentire inadeguata è una cosa GRANDE. È un nuovo punto di vista. Ed è spaziale. Ha a che fare con l’intelligenza e l’ironia, ma anche con la verità.

Che c’entra questo con il nostro lavoro? Tutto.

Noi abbiamo il compito di trasferire una buona immagine delle aziende che si rivolgono a noi (spesso fuori forma, altre volte semplicemente fuori fuoco). Ci sono colleghi che vendono formule di marketing perfetto, risultato assicurato, cellulite eliminata in poche sedute (ecco, sì ci siamo capiti). Rimedi infallibili testati aziendalmente, buoni per tutti.
Ma se i clienti sono diversi, come può lo stesso pacchetto andare bene a chiunque? E potremo forse noi stravolgere l’identità di un’azienda a colpi di mouse?
Mesdames et monsieurs la verità è che i miracoli non sono ancora stati brevettati.

Esiste l’atteggiamento corretto, esistono gli strumenti e la strategia per arrivare a più persone con l’autenticità del proprio messaggio. Esistono i tempi e i professionisti. Esistiamo noi, che cerchiamo una strada anche quando c’è fitta nebbia in Val Padana. Esiste il lavoro di squadra, dove ognuno offre le sue competenze e la sua esperienza per arrivare sempre un po’ più in là. Insieme.

La squadra siamo noi (ehi ehi ehi, noi lo siamo alla grande) ma lo siete anche voi (parlo a voi aziende, ça va sans dire). Si tratta di avere un obiettivo comune e muoversi insieme (che la ritenzione idrica non se ne va solo con i fanghi, bisogna pure muovere le chiappe!). Quando le aziende ci contattano per avere un preventivo è solo il primo passo di un percorso che comprende il coraggio di guardarsi allo specchio, di mettersi in gioco e di provare strade nuove, la verità come principio per essere riconosciuti (tanta verità a pacchi), ed infine la costanza nel perseguire ciò che si desidera. Che poi arriva.

Elisa Facchinetti

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ELISA FACCHINETTI

DIRETTORE CREATIVO

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2020-05-20T18:27:49+02:00